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#28_IL PROTAGONISTA DELLA COSA

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Ritengo che la mia cosa non abbia un "vero e proprio" protagonista ma che questo ruolo potrebbe essere rispecchiato da più persone ovvero dalla famiglia. Questo grosso recipiente infatti esalta più di ogni altra cosa il ruolo della parentela del paese.Il piatto infatti nasce proprio con lo scopo di creare un qualcosa di grosso e capiente che permetta di sfamare tutti i "protagonisti" del banchetto. Se proprio volessimo spingerci ad un unico protagonista io opterei per la mamma o la nonna che di solito è l'artefice del contenuto della "spasetta" e dei graziosi piatti della tradizione contadina.        Nell'immagine si nota il grande piatto posto al centro della tavola

#24_ LA COSA NEL CINEMA

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Per quanto riguarda la "spasetta" nel cinema non è stato molto semplice trovarla. In ogni modo ritengo che il film che meglio la rappresenti è " Un giorno della vita". ANNO:2011 REGIA: Giuseppe Papasso CASA PRODUTTRICE: GFC production DURATA:87' Il film è ambientato nella Basilicata degli anni '20 nei comuni di Melfi, Rionero in Vulture e Barile; località molto vicine al mio paese e culturalmente simili. Tra le varie scene del film emerge la vita vita povera contadina delle nostre zone, la famiglia e i valori  della tradizione . Oltre ai paesaggi e al modo di vivere è possibile in alcuni pezzi notare anche le tavolate di una volta con questi grandi piatti caratterizzati dai cibi semplici ma gustosi.

#18_ LA COSA IN CUCINA

La cosa che ho scelto è fortemente legata al mondo della cucina e alla tradizione gastronomica accadiese. Tra i principali piatti tipic i che si servivano nella "spasetta" spiccano "laghna e fasul"( tagliolini e fagioli), "pzzot e tall" (pasta a forma di rombo e verdure), le "pizz fritte" oppure le patate alla "munacegna" (condite con olio fritto aglio e peperoncino). Prettamente natalizi sono poi alcune ricette come "gnoct a ott descta c'la mullica fritta" (gnocchi a otto dita con la mollica fritta), e "li susumill e l'crspell" (dolci fritti con miele e noci); a Pasqua invece si distinguono "lu cas e ova" (cacio e uova), le "squarcelle" (taralli glassati) e "li pizz calzun" (panzerotti dolci).

14#_ LA COSA COME SIMBOLO

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La "spasetta" credo sia il simbolo che meglio incarna la povertà e la semplicità non solo di Accadia ma di tutto il sud Italia in generale. In questo oggetto si nasconde la storia del Novecento accadiese: le sofferenze della guerra, la fame, le famiglie numerose, la forza di un popolo legato alla terra. Il messaggio che questo grosso piatto ci lascia è quello di miseria ma al tempo stesso anche di riscatto e di felicità. Tramite la cosa in questione si può leggere come si svolgeva la vita nelle case della gente comune . Una vita passata in case di pietra , mangiando i prodotti della terra e convivendo e dividendo con gli animali la loro la stanza da letto. Oltre a ciò però emerge anche la soddisfazione e la gioia di chi si accontentava di ciò che aveva e cercava di andare avanti nonostante tutto con il sorriso e l'amore delle persone che si avevano intorno.

#10_ I PROVERBI LEGATI ALLA COSA

Personalmente penso che questi due noti proverbi rappresentino bene la cosa che ho scelto: 1) <<Chi tardi arriva male alloggia.>> In questo senso si incarna bene la situazione a tavola, si pranza ad un orario ben preciso, stabilito in precedenza, e chi arriva in ritardo rischia di non trovare più nulla poiché i più puntuali avranno già finito tutto. 2) << O ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra.>> Questo secondo proverbio lo trovo significativo perché rappresenta bene il ruolo dell'oggetto in questione: per il pasto non ci sono altri piatti o possibilità di scelta, o ci si accontenta di quello che c'è nella spasetta oppure si rimane a digiuno;  è un po' come dire "questo passa il convento",  che piaccia oppure no ci si deve accontentare!

#8_LA COSA

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La cosa che ho scelto è legata alla storia e alla tradizione accadiese: la "spasetta" ovvero un grosso piatto di ceramica che rappresenta la vita povera e contadina tipica del paese. Nel corso del Novecento infatti la vita era estremamente dura per via delle crisi e delle guerre; passeggiando nel borgo del paese e ascoltando i racconti degli anziani è impossibile non sentir parlare della "spasetta".Questo particolare piatto, in cui ci finivano cibi poveri e della terra come "pzzott e tall" (pasta e verdura), "gnoct e acc"(gnocchi e sadano) o la più classica "lagna e fasul"(una specie di tagliatella con i fagioli), veniva posto al centro delle grandi tavolate per condividerne il contenuto tra i vari commensali. A tavola si era tutti rivali e chi riusciva a buttarsi mangiava, chi no rimaneva a digiuno poiché in tempi di carestia bisognava accontentarsi di quello che ci si poteva permettere.