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#30_LA SCIENZA E A TECNICA DELLA COSA

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La ceramica è conosciuta fin dai tempi preistorici, i resti più antichi si trovano in Cina e risalgono circa agli anni 16100-14500 a.C e pare che in Europa sia arrivata intorno al III millennio a.C., gli usi furono molteplici ma inizialmente era utilizzata soprattutto da un punto di vista decorativo e, solo successivamente anche in campo pratico con la realizzazione proprio di piatti ad esempio. Il piatto è realizzato in Terracotta che è un particolare tipo di ceramica: l’impasto argilloso viene cotto a temperature elevate, 980-990 gradi Celsius e ha un colore rossastro causato dalla presenza di sostanze ferrose, ma prima della cottura avvengono altre fasi, inizialmente avviene la modellazione che può essere anche realizzata a mano, in seguito si passa all’essiccazione(all’aria o in ambienti adeguati), quindi la decorazione e poi la cottura. Attualmente è molto utilizzata per i vasi e per utensili da cucina come tegami e pentole.

#28_IL PROTAGONISTA DELLA COSA

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Ritengo che la mia cosa non abbia un "vero e proprio" protagonista ma che questo ruolo potrebbe essere rispecchiato da più persone ovvero dalla famiglia. Questo grosso recipiente infatti esalta più di ogni altra cosa il ruolo della parentela del paese.Il piatto infatti nasce proprio con lo scopo di creare un qualcosa di grosso e capiente che permetta di sfamare tutti i "protagonisti" del banchetto. Se proprio volessimo spingerci ad un unico protagonista io opterei per la mamma o la nonna che di solito è l'artefice del contenuto della "spasetta" e dei graziosi piatti della tradizione contadina.        Nell'immagine si nota il grande piatto posto al centro della tavola

#25_LA COSA A CASA

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Essendo una cosa della tradizione, nel mio paese chiunque conserva a casa questo grande piatto e molti lo utilizzano ancora durante i giorni di festa o nelle occasioni importanti per servirci i contorni oppure semplicemente come centro tavola (per i piatti più decorati) o come porta frutta.

#24_ LA COSA NEL CINEMA

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Per quanto riguarda la "spasetta" nel cinema non è stato molto semplice trovarla. In ogni modo ritengo che il film che meglio la rappresenti è " Un giorno della vita". ANNO:2011 REGIA: Giuseppe Papasso CASA PRODUTTRICE: GFC production DURATA:87' Il film è ambientato nella Basilicata degli anni '20 nei comuni di Melfi, Rionero in Vulture e Barile; località molto vicine al mio paese e culturalmente simili. Tra le varie scene del film emerge la vita vita povera contadina delle nostre zone, la famiglia e i valori  della tradizione . Oltre ai paesaggi e al modo di vivere è possibile in alcuni pezzi notare anche le tavolate di una volta con questi grandi piatti caratterizzati dai cibi semplici ma gustosi.

#23_LA COSA NELLA LETTERATURA

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Nell'ambito della letteratura ho pensato alla Cena Trimalchionis del Satyricon di Petronio. Nella ricca e scrupolosa descrizione della cena è possibile riscontrare affinità e differenze tra un pranzo sfarzoso nel monto antico e un pasto tradizionale delle famiglie accadiesi. Nella cena di Trimalchione campeggiano dei grandi vassoi d'argento decorati che possono essere paragonati alla spasetta per la funzione di posizionare il piatto al centro e permettere ai commensali di servirsi da sé. Al contrario del mio oggetto, semplice, di ceramica e privo di manici, questi grossi piatti sono d'argento e curati nei dettagli. Al di là dei tecnicismi, il contesto della grande tavolata e dei numerosi ospiti richiama un quotidiano pranzo accadiese.

#18_ LA COSA IN CUCINA

La cosa che ho scelto è fortemente legata al mondo della cucina e alla tradizione gastronomica accadiese. Tra i principali piatti tipic i che si servivano nella "spasetta" spiccano "laghna e fasul"( tagliolini e fagioli), "pzzot e tall" (pasta a forma di rombo e verdure), le "pizz fritte" oppure le patate alla "munacegna" (condite con olio fritto aglio e peperoncino). Prettamente natalizi sono poi alcune ricette come "gnoct a ott descta c'la mullica fritta" (gnocchi a otto dita con la mollica fritta), e "li susumill e l'crspell" (dolci fritti con miele e noci); a Pasqua invece si distinguono "lu cas e ova" (cacio e uova), le "squarcelle" (taralli glassati) e "li pizz calzun" (panzerotti dolci).

#17_LA NUVOLA DEI NOMI

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14#_ LA COSA COME SIMBOLO

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La "spasetta" credo sia il simbolo che meglio incarna la povertà e la semplicità non solo di Accadia ma di tutto il sud Italia in generale. In questo oggetto si nasconde la storia del Novecento accadiese: le sofferenze della guerra, la fame, le famiglie numerose, la forza di un popolo legato alla terra. Il messaggio che questo grosso piatto ci lascia è quello di miseria ma al tempo stesso anche di riscatto e di felicità. Tramite la cosa in questione si può leggere come si svolgeva la vita nelle case della gente comune . Una vita passata in case di pietra , mangiando i prodotti della terra e convivendo e dividendo con gli animali la loro la stanza da letto. Oltre a ciò però emerge anche la soddisfazione e la gioia di chi si accontentava di ciò che aveva e cercava di andare avanti nonostante tutto con il sorriso e l'amore delle persone che si avevano intorno.

#8_LA COSA

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La cosa che ho scelto è legata alla storia e alla tradizione accadiese: la "spasetta" ovvero un grosso piatto di ceramica che rappresenta la vita povera e contadina tipica del paese. Nel corso del Novecento infatti la vita era estremamente dura per via delle crisi e delle guerre; passeggiando nel borgo del paese e ascoltando i racconti degli anziani è impossibile non sentir parlare della "spasetta".Questo particolare piatto, in cui ci finivano cibi poveri e della terra come "pzzott e tall" (pasta e verdura), "gnoct e acc"(gnocchi e sadano) o la più classica "lagna e fasul"(una specie di tagliatella con i fagioli), veniva posto al centro delle grandi tavolate per condividerne il contenuto tra i vari commensali. A tavola si era tutti rivali e chi riusciva a buttarsi mangiava, chi no rimaneva a digiuno poiché in tempi di carestia bisognava accontentarsi di quello che ci si poteva permettere.